“Il Re è invaghito”: Pasqua di Maria

Ho sempre fantasticato su questo grande mistero, su come la morte non abbia sfigurato il volto di Lei, perché, amata da Lui.

“Il re è invaghito della tua bellezza” così recita il Salmo 44 nella liturgia di oggi.

Pensare e comprendere come il mancato passaggio di Maria dalla “corruzione del sepolcro” sia dovuto all’innamoramento di Dio per una creatura, mi emoziona profondamente. L’amore non decompone, nemmeno nella morte.

William Shakespeare, in una delle sue opere più famose, attribuisce all’innamorato Romeo queste parole, descrivendo così la relazione fra la bellezza e la morte:

“Mia sposa, nemmeno la morte ha potuto trionfare sulla tua bellezza, non l’ha conquistata.

 Splende ancora il rubino sulle tue labbra, sulle tue guance. Il vessillo della morte non è ancora arrivato. Perché sei tanto bella? Devo credere che anche la morte sia capace di amare?”

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“Persino la morte si è invaghita di te Maria,

della tua bellezza antica e senza tempo, lasciandola intatta,

come quando in un momento sottratto alla nostra conoscenza, l’Eterno ti ha amata,

scegliendoti fra innumerevoli volti, generando in te, l’immensa primavera.

GC

https://youtu.be/AcXAXzNfHbc

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